La prima guerra mondiale fu la prima grande esperienza collettiva del popolo italiano. Per la prima volta, nelle trincee, si ritrovano fianco a fianco giovani che parlano dialetti diversi. Le donne a casa sono costrette ad assumersi la responsabilità delle famiglie, mentre i bambini osservano i padri e i fratelli partire per il fronte. Il racconto di un giovane fante dall'inferno della prima guerra mondiale e la storia, ambientata nei nostri giorni, del ritrovamento di un diario di guerra.
Ci facevano viaggiare sui vagoni come bestie da macello. Sulla tradotta in cui salii c'era scritto:
posti per cavalli 8
posti per soldati 40
Diario da una trincea del Carso, 1916.
Si sentivano tanti botti, ma erano lontani, come quando ci sono i fuochi per il santo del paese mio. Sembrava una festa, ma era una festa brutta, senza colori.
Diario da una trincea del Trentino, 1916.
Intanto che scrivo, sono le dieci di sera. Il tempo è brutto, piove e fa vento. Si sente le nostro fanterie che combattono, si vede il faro del nemico, i razzi sopra le nostre teste, si sentono la fucileria e le bombarde e la mitraglia. Noi speriamo, per questa notte, di poter riposare
Diario da una trincea del Carso, 1916.
Language
Italian
Pages
105
Format
Paperback
Release
February 01, 2008
ISBN 13
9788885832398
La Grande Guerra: Storia di Nessuno. Cronaca a fumetti
La prima guerra mondiale fu la prima grande esperienza collettiva del popolo italiano. Per la prima volta, nelle trincee, si ritrovano fianco a fianco giovani che parlano dialetti diversi. Le donne a casa sono costrette ad assumersi la responsabilità delle famiglie, mentre i bambini osservano i padri e i fratelli partire per il fronte. Il racconto di un giovane fante dall'inferno della prima guerra mondiale e la storia, ambientata nei nostri giorni, del ritrovamento di un diario di guerra.
Ci facevano viaggiare sui vagoni come bestie da macello. Sulla tradotta in cui salii c'era scritto:
posti per cavalli 8
posti per soldati 40
Diario da una trincea del Carso, 1916.
Si sentivano tanti botti, ma erano lontani, come quando ci sono i fuochi per il santo del paese mio. Sembrava una festa, ma era una festa brutta, senza colori.
Diario da una trincea del Trentino, 1916.
Intanto che scrivo, sono le dieci di sera. Il tempo è brutto, piove e fa vento. Si sente le nostro fanterie che combattono, si vede il faro del nemico, i razzi sopra le nostre teste, si sentono la fucileria e le bombarde e la mitraglia. Noi speriamo, per questa notte, di poter riposare
Diario da una trincea del Carso, 1916.